Il pc non si accende? fa dei rumori strani? ecco perchè..
29/08/2007 - 22:11
I SUONI DEL BIOS
Molto spesso può capitare che il PC non parta, le cause a volte possono essere banali, ad esempio, in caso di installazione di nuovo hardware o memoria, può capitare che un cavo non sia attaccato correttamente o che un componente non sia stato inserito nel modo giusto. Questi sono cose che succedono molto spesso ma in questi casi il BIOS (Basic Instruction Operating System) ci viene in aiuto tramite dei segnali acustici che ci permettono di individuare l’errore in breve tempo. In questa guida tratteremo i BIOS più diffusi: AMI e AWARD. Per sapere di quale bios e fornita la vostra scheda madre all’avvio del computer, nella parte alta dello schermo, apparirà il nome del costruttore del BIOS.

BIOS AMI
1 Beep: errore nel refresh della memoria. Può essere un guasto della memoria oppure della scheda madre.
2 Beep: errore del circuito di parità della memoria o della scheda madre
3 Beep: errore nei primi 64 Kbyte di RAM, implica che il primo banco di memoria è difettoso
4 Beep: guasto a uno o più timer di sistema. E’ un problema della scheda madre
5 Beep: problema legato al processore. Da notare che se la CPU fosse completamente fuori uso, il PC non farebbe proprio nulla, nemmeno generare codici di errore.
6 Beep: guasto ad un chip sulla scheda madre che controlla sia tastiera sia area di memoria “alta”. Può essere un guasto della tastiera o della scheda madre.
7 Beep: problema legato al processore o alla scheda madre
8 Beep: il bios non riesce ad accedere alla memoria a bordo della scheda grafica (frame buffer). E’ soltanto un errore della scheda grafica, ma può essere un problema anche della scheda madre
9/10 Beep: problemi con la ROM che contiene il Bios; un errore legato alla scheda madre
11 Beep: problemi legati alla cache (per PC non recenti); in ogni caso, un problema della scheda madre
BIOS AWARD
1 singolo segnale breve: tutto ok
1 singolo segnale lungo/ripetuti segnali lunghi: errore legato alla memoria RAM
1 segnale lungo e 2 o 3 brevi: errore legato alla scheda grafica
Come scoprire se un utente MSN ha cancellato e bloccato il vostro contatto
29/07/2007 - 09:30
Ultimamente sono nati alcuni siti che promettono di dare questa ed altre informazioni a chi li visita ed inserisce il proprio indirizzo di posta e password, tali siti oltre a dare informazioni sbagliate molte volte non sono molto chiari per quanto riguarda la privacy e possono utilizzare impropriamente il vostro account (del quale voi avete fornito la password) o cambiare il vostro nome utente per farsi pubblicità.
Quindi per sapere chi vi ha cancellato dalla propria lista dei contatti vi consiglio di utilizzare esclusivamente il live messenger procedendo in questo modo:
- Cliccate sul menù strumenti e poi scegliete la voce “Opzioni”.
- Nella finestra delle opzioni scegliete la scheda “Privacy”.
- Ora scegliete il contatto da verificare scegliendolo nel riquadro “Elenco consentiti” e cliccateci sopra con il tasto destro del mouse.
- Se la voce “Elimina” del sottomenù che si apre è in neretto e si può selezionare significa che il contatto in questione vi ha tolto dalla sua lista dei contatti e vi ha bloccato. Se invece la voce Elimina è in grigetto e non si può selezionare significa che non siete stati eliminati e bloccati.
Ecco i due possibili casi:
Nell’immagne che segue posso scoprire che il contatto mi ha cancellato dalla sua lista e mi ha bloccato, in quanto la voce Elimina è in neretto ed è attiva:


Quindi come accennato in precedenza vi sconsiglio di ricorrere a siti poco seri che vi chiedono username e password in quanto solitamente forniscono informazioni errate, vi sconsiglio anche di installare altri programmi come amsn, in quanto se l’ unico vostro intento è quello di scoprire chi vi ha bloccati è possibile farlo utilizzando semplicemente il live vmessenger.
Ricordo che questo metodo serve per vedere chi ci ha eliminato e bloccato, non è possibile scoprire chi ci ha semplicemente bloccato senza toglierci dalla lista.
Buone Ferie a tutti ci vediamo tra un pò!
google adsense - lo SmartPricing - ecco perchè guadagnamo poco
21/07/2007 - 19:00
ECCO PERCHE' GUADAGNAMO SEMPRE MENO O COMUNQUE POCO
Ultimamente ho ricevuto 25 click in un giorno guadagnando circa 5,00 dollari e sono rimasto contento.
Pochi giorni fa ho ricevuto 12 clic in una giornata...guadagnando solo 1,14 dollari.
Valore medio di ogni clic 0,095 dollari....mi sono meravigliato, ho fatto altre ricerche...ed ecco cosa ho trovato:
Siamo tutti publisher cerchiamo tutti di guadagnare ma siamo TUTTI soggetti allo SmartPricing, un abbassamento del valore in dollari per ogni clic ricevuto...ecco come funziona e cosa fare:
tratto da:
http://affiliazioni.blogspot.com
e supersense.it
Tutto sullo SmartPricing di Google
Ecco a voi uno degli articoli più completi in italiano sullo SmartPricing che influisce sul rendimento del nostro caro Google AdSense.
L'articolo è tratto dal sito Supersense.it di Francesco Bonomi (aka Etimo sul forum di Alverde.net)
Cosa è lo smartPricing e come combatterlo
Cosa è lo SmartPricing?
Lo SmartPricing è un meccanismo software di Adsense
che, in determinate condizioni, abbassa l'importo che ci viene pagato
per ciascun click.
Ci pagano meno? E allora cosa c'è di "ganzo"
(Smart)?
Beh, guardiamo la cosa dal punto di vista degli
inserzionisti. Noi guadagniamo meno perchè loro spendono meno, e dal loro punto di vista la cosa può essere davvero "Smart".
Perchè e stato introdotto lo SmartPricing?
Gli inserzionisti usano il sistema adwords per comperare click verso i
loro siti. Originariamente questo avveniva solo sulle pagine di
Google stessa: un inserzionista pagava perchè il suo annuncio
comparisse nei risultati di ricerca per una determinata keyword: in
generale, specificavano un costo per click (CPC) massimo che erano
disposti a pagare per ogni keyword, e il sistema adwords - facendo
una specie di asta tra i vari inserzionisti - decideva chi offriva
di più e di conseguenza chi veniva visualizzato più in alto. Nel
2003 fu lanciato il servizio Adsense, che permetteva la stessa
operazione anche su pagine di altri siti esterni a Google che
aderissero al circuito (i cosiddetti siti partner). Questi siti
esterni rischiavano però di fornire agli inserzionisti un traffico di qualità inferiore, cioè un traffico meno propenso a convertirsi in acquisti. Ecco perchè ad aprile 2004 fu introdotto il concetto di
"prezzo intelligente" (SmartPricing) per garantire in una qualche misura gli inserzionisti. In sostanza Google prometteva agli
inserzionisti che avrebbe tenuto conto della differente qualità dei
click provenienti dai siti esterni e avrebbe ridotto di conseguenza
l'importo pagato dagli inserzionisti: per la stessa keyword
l'inserzionista avrebbe pagato a prezzo pieno solo sui clickk
provenienti dai siti di Google stessa; i siti partner avrebbero
avuto dei costi di volta in volta diversi a seconda della qualità del traffico che producevano.
Come faccio a sapere se e quanto sono colpito dallo
SmartPricing?
Tutti i publisher sono soggetti allo
smartpricing; alcuni hanno semplicemente un coefficiente più alto,
altri hanno un coefficiente più basso. Non c'è modo di conoscere a
priori il proprio coefficiente di smartpricing, vedrete lo
smartpricing solo come un cambiamento apparentemente ingiustificato dei vostri guadagni. Ad esempio, vi troverete ad avere un numero costante di impression e di click ma ricavi sostanzialmente
inferiori: questo lo SmartPricing al lavoro.
Come fa a Google ad assegnare il livello di
smartpricing?
Si possono solamente fare illazioni. Questo è quello che Google diceva nel centro assistenza Adwords al momento dell'introduzione di questo nuovo
meccanismo (aprile 2004):
Noi analizziamo continuamente i dati relativi alla
nostra rete pubblicitaria, e se i nostri dati mostrano che un click
ha poche probabilità di trasformarsi in risultati per la vostra
attività (ad es.: vendite online, registrazioni, contatti
telefonici, adesioni a newsletter), possiamo ridurre il prezzo che
pagate per quel click. Potreste notare una riduzione del costo dei
click provenienti da siti di contenuto. Teniamo in
considerazione molteplici fattori, come quali parole chiave o
concetti hanno fatto comparire l'annuncio. Noi analizziamo
continuamente i dati relativi alla nostra rete pubblicitaria, e se
i nostri dati mostrano che un click ha poche probabilità di
trasformarsi in risultati per la vostra così come il tipo di sito
sul quale l'anuncio apparso. Ad esempio, un click su un annuncio
per fotocamere digitali su una pagina web che tratta di consigli
sulla fotografia, può valere meno di un click sullo stesso annuncio
posto accanto a una recensione di fotocamere
digitali.
Letto superficialmente, sembrerebbe che Google dicesse di avere delle capacità quasi
divinatorie. Analizzare le conversioni che risultano in "contatti
telefonici"... ma come fanno? Il cliente chiama l'inserzionista e
l'inserzionista chiede, "scusi, su che sito era quando ha visto il
mio annuncio? Aspetti che segnalo a Google che quel sito converte
bene"... La stessa analisi delle conversioni (conversion
tracking), che sarebbe l'unico modo esatto di avere un'informazione
sulla qualità del traffico, viene fatta da un numero così esiguo di
advertisers che questo campione non può essere significativo.
Però, rileggiamo la frase "Ad esempio, un click su un
annuncio per fotocamere digitali su una pagina web che tratta di
consigli sulla fotografia, può valere meno di un click sullo stesso
annuncio posto accanto a una recensione di fotocamere
digitali." Questo è quello che vorrebbero fare, e la cosa
sarebbe sensata: l'utente che legge recensioni di macchine
fotografiche vale certamente più di chi cerca consigli sulla
fotografia, dato che quest'ultimo ha già la macchina fotografica.
Oppure, pensiamo agli annunci relativi a macchine
fotografiche che appaiono in siti del tipo "fotografie buffe",
evidente che quelli sono click che valgono veramente poco!
Come funziona in dettaglio?
Anche qui nessuno lo sa con
sicurezza. Ci sono certamente molti fattori in gioco. Certamente i
pochi inserzionisti che usano l'analisi delle conversioni danno
informazioni utili che possono essere estrapolate a tutti gli altri
inserzionisti. Una caratteristica facile da misurare potrebbe
essere il tasso di rimbalzo: se il mio sito manda un visitatore
all'inserzionista e questo visitatore torna subito indietro, se ne
può dedurre che il click non è stato utile. Se un altro sito manda un
visitatore allo stesso inserzionista, e il visitatore non torna più
indietro, questo può essere preso come un indizio positivo
indipendentemente dall'analisi delle conversioni. Un altro
fattore che spesso viene legato allo smartpricing è il CTR
stesso. La logica sarebbe questa: se sul mio sito 1000 persone
vedono gli annunci ma solo una persona ci clicca, questo vuol dire
che i miei visitatori sono poco interessati all'argomento presentato
dagli annunci e posso estrapolare che anche quella singola persona
che ha cliccato sia in realtà meno interessata, e quindi devo essere
penalizzato dallo smartpricing.
Attenzione: in base a questo ragionamento, la maggior parte dei Web Master toglie Adsense dalle pagine con un CTR basso. Credo che questo sia un grave errore.
In uno dei suoi rari momenti di chiarezza il
blog di Adsense esclude esplicitamente questo collegamento, anzi
fa intravedere quasi un collegamento opposto (CTR basso =
conversioni numerose). Traduco da quella pagina la parte
essenziale: Il CTR non influisce sul ROI (ritorno sugli
investimenti) degli inserzionisti. Per un inserzionista, la
percentuale di click che convertono è il fattore più importante nel
determinare il ritorno sugli investimenti. Di conseguenza avere un
CTR basso e un tasso di conversione alto è non solo possibile, ma
addirittura comune. E' anche possibile avere un CTR alto e un tasso di conversione basso. Non togliete gli annunci Adsense dal vostro
sito solo perchè ha un CTR basso: potrebbe essere uno dei vostri
siti che convertono meglio. Nell'articolo in cui si annunciava Adsense cui rimandavo prima si elenca tra i
fattori che influenzano lo smartpricing "il tipo di sito sul quale
l'annuncio (sic!) è apparso". Secondo me questa è una cosa
estremamente interessante ma che non ho mai visto analizzare: Google
non dice quasi niente a caso, e se hanno usato questa frase questo
vuol dire qualcosa. Personalmente, immagino che Google abbia
creato una "griglia" di tipi di sito. In base a caratteristiche
interne ed esterne al sito stesso Google potrebbe effettuare una
qualche classificazione automatica dei siti: siti di riferimento,
siti di notizie, siti con contenuti generati dagli utenti siti di
tutorial, siti di recensioni ecc. Probabilmente, il fatto
che un sito rientri a una o all'altra categoria influenza lo
smartpricing. Secondo me qui ci sarebbe molto da
sperimentare. Ad esempio, i forum sono quasi sempre colpiti dallo
smartpricing in maniera drammatica. Se noi cominciassimo a fare dei forum che non sembrano forum questo potrebbe aiutarci?
Infine, un fattore che potrebbe essere in gioco è un
semplice fattore "inerziale" che si "oppone" al fatto che i nostri
guadagni aumentino troppo. Ho sentito decine di persone dirmi che
questo non è vero, ma nessuno me lo toglie dalla testa! Un esempio
pratico: su un sito piuttosto grosso e molto statico (quindi con
meno fattori variabili), se guardo a tutto il 2006, e scelgo i 10
giorni con il più alto numero di impression (dove potenzialmente
avrei potuto guadagnare di più), in questi 10 giorni trovo i 5
giorni con l'eCPM più basso (quelli dove lo smart pricing ha colpito
più duramente). Come se "lassù" qualcuno avesse detto: "Ehi,
ma quanto guadagna oggi questo qui? Limitiamolo!"
Ma è possibile risalire dopo essere stati colpiti dallo smart
pricing?
A volte sì. Lo smartpricing è un algoritmo molto
complesso ma certamente empirico basato su una serie di
caratteristiche del tuo traffico e del tuo sito. Prova a cambiare
queste caratteristiche! Prima di tutto, si discute se lo
smartpricing sia un fattore calcolato a livello di pagina, di sito o
di account. Io personalmente credo che lo smartpricing sia un
fattore unico calcolato su tutto l'account. La conseguenza
importante di questo fatto sarebbe che un sito che converte male può
peggiorare il livello di smartpricing su tutto il vostro
account. Su questo abbiamo quasi una conferma esplicita su webmasterworld.com. In
quel thread un grosso publisher racconta che, dopo aver lasciato
Adsense per YPN, è stato chiamato da un rappresentante di Google,
che nel tentativo di recuperarlo, ha dato alcune informazioni in pi
sul meccanismo. Prendiamo per quello che valgono (voci di corridoio
riportate di seconda persona) ma è quello che abbiamo! Sempre
da qull'articolo, si conferma un dato che era già stato estrapolato:
lo smartpricing viene aggiornato settimanalmente. Se fai oggi un
cambiamento, non sperare di vedere i risultati domani. Inoltre, i
cookie usati per l'analisi delle conversioni durano 30 giorni,
questo vuol dire che ci possono essere "strascichi" anche più lunghi
di una settimana. Insomma, se vuoi recuperare dopo essere
stato colpito dallo smartpricing il mio consiglio (per quello che
vale) è: immagina di fare un programma che cerchi di valutare la
"qualità" del tuo sito. Immagina che questo programma sbagli (come
certamente sbaglia anche lo smartpricing). Cerca di capire come può
sbagliare nel tuo caso e cerca di "farlo sbagliare dall'altra
parte". Poi fai delle prove. (Ricorda che lo smartpricing
varia su base settimanale, quindi per avere i risultati di una prova
aspetta almeno un decina di giorni)
- Togli adsense da pagine "di qualità inferiore". Vedi se va
meglio.
- Se hai più siti, prova a togliere un sito alla volta. Vedi se
va meglio.
- Se hai più siti, prova a lasciare un solo sito alla volta.
Vedi se va meglio.
- Lascia Adsense solo sulla home, o solo sulle N pagine che
rendono meglio. Vedi se va meglio...
- Togli AdSense dalle pagine dove usi le parole gratis, gratuito, free. Vedi se va meglio...
- Togli Adsense dalle pagine dove regolarmente hai annunci del
piffero (come i famosi "Buy new and used dead popes at eBay").
Vedi se va meglio...
- Togli Adsense dalle pagine di un determinato tipo (news / RSS
/ Directory). Vedi se va meglio...
- Se nel tuo sito hai un forum, togli Adsense dal
forum. Vedi se va meglio...
Alcune di queste
prove possono essere piuttosto dolorose da fare, dato che consistono
nel togliere gli annunci da buona parte delle tue pagine; è vero
d'altra parte che se lo smartpricing ti avrà colpito davvero
duramente sarai così disperato che togliere gli annunci non si
sembrerà poi un gran sacrificio.
Articolo tratto dal sito Supersense.it di Francesco Bonomi





Ultimi commenti
@*dtcomment*@@*titolopost*@
@*nome*@